Pagaiata circolare avanti e indietro

Sistema di certificazione Nazionale Pagaia Azzurra (Federcanoa FICK – Euro Paddle Pass conforme – cfr. pagina “Didattica“) – Livello SK1 – CAPACITÀ INDIVIDUALI – Pagaiata circolare avanti e indietro:

“Il candidato deve dimostrare di saper eseguire delle accostate di 360° alternando pagaiate circolari in avanti con pagaiate circolari indietro, combinando l’inclinazione del kayak . Pagaia in superficie, rotazione del busto, braccio esteso (pagaiata circolare in avanti), gomito leggermente flesso e rivolto verso l’alto (pagaiata circolare indietro)”

Di seguito una tecnica per ruotare sensibilmente la direzione della prua fino ad ottenere una completa rotazione a 360° sul posto. Saranno richiamati concetti di equilibrio discussi nell’Articolo Accostata, fermata e pagaiata indietro in riferimento alle c.d. posizioni di edging e leaning. La capacità di ruotare lo scafo da fermi con efficacia e seguendo tutte le accortezze descritte è di estrema rilevanza ai fini della certificazione delle abilità personali.


Pagaiata circolare

Apparentemente un colpo elementare di pagaia ma che all’atto pratico si rivela ricco di piccoli accorgimenti senza i quali risulta inefficace. La finalità è produrre una accostata da fermi quanto più ampia possibile e senza alcuna propulsione in avanti o indietro. Può essere realizzata da prua verso poppa c.d. “circolare in avanti” (sweep strockes in Inglese) oppure da poppa verso prua c.d. “circolare inversa” (reverse sweep strockes in Inglese); i termini “in avanti” ed “inversa” non fanno riferimento alla traiettoria della pala in acqua ma al fatto che appaio rispettivamente come pagaiate propulsive in avanti ed all’indietro, pur essendone molto diverse.

La pagaiata circolare in avanti parte con una estrema rotazione del busto per posizionare la pala quanto più possibile verso prua ed a contatto con lo scafo; la pagaia, contrariamente al normale colpo propulsivo, è quanto più orizzontale possibile, compatibilmente con la necessità di immergere completamente la pala in acqua. La rotazione del busto e la massima estensione delle braccia, conferiscono una traiettoria circolare alla pala che imprime una opposta coppia di imbardata al kayak nel verso di rotazione opposta a quello della pagaia. La pagaiata circolare inversa parte al contrario da poppa e sempre con una estrema rotazione del busto che, ruotando verso prua, imprime una imbardata al kayak opposta alla rotazione della pagaia. Alternando le pagaiate circolari in avanti su un lato ed inverse dal lato opposto, si ottiene la rotazione dello scafo a 360° sul posto.

La accurata descrizione nella pagine Paddling.com esamina in dettaglio quanto prima descritto e rimanda al video di Mike Aronoff che permette di vedere applicata la tecnica in avanti ed inversa.

Attenzione: per evitare di sortire l’effetto contrario o di compromettere l’equilibrio complessivo, la pagaiata circolare deve essere interrotta a non oltre i 3/4 della traiettoria semicircolare da un estremo all’altro dello scafo.

Inclinazione dello scafo

Un ottimo video di Ken Whiting introduce un secondo elemento essenziale per l’efficacia delle pagaiate circolari: l’inclinazione dello scafo. Nel caso di kayak direzionali è stato chiarito nell’Articolo Accostata, fermata e pagaiata indietro che senza togliere la resistenza offerta da prua e poppa profondamente immersi in acqua da chiglie molto pronunciate, lo scafo tende a conservare la proprio inerzia di moto dinamica sotto le spinte di colpi di pagaia asimmetrici; da fermo si comporta nello stesso modo e senza dare adeguatamente pancia l’effetto delle pagaiata circolari non può essere trasmesso allo scafo che rimane sostanzialmente immobile!

Nel video si consiglia di introdurre un leggero appoggio nelle fasi di recupero aereo della pala immersa per proteggersi da perdite di equilibrio nel caso di ripetizioni successive del medesimo colpo; in particolare occorre prepararsi ad un appoggio basso, nel recupero aereo dopo una circolare in avanti e ad un appoggio alto, dopo una circolare inversa.

Azione delle gambe

Con l’introduzione di un terzo elemento, Gordon Brown ci regala la più completa descrizione possibile della tecnica di rotazione a 360° di un kayak da mare. Se infatti la creazione delle coppie di imbardata nasce dall’azione della pagaia e l’inclinazione dello scafo risulta necessaria all’efficacia della manovra, ciò che effettivamente trasmette il moto della pagaia allo scafo è l’azione della gamba esterna.

La pagaiata circolare in avanti è compiuta con un edging ovvero dando pancia nel verso di rotazione e mantenendo la testa al centro dello scafo. Gordon Brown, oltre a suggerire di conservare lo sguardo fisso nella direzione della rotazione voluta (al contrario di quanto consigliato da Ken Whiting), ricorda di spingere con decisione sul punta piede esterno cioè dello stesso lato della pala in acqua. Il concetto di riferimento infatti è che la pala realizza un aggancio con l’acqua e diventa un fulcro di rotazione del kayak la cui prua è spinta lontano dalla pala immersa dalla pressione del piede.

La circolare inversa è invece realizzata con un leaning ovvero dando pancia dal lato opposto della rotazione e realizzando un appoggio con la pala in acqua senza il quale si avrebbe un rovesciamento. Ancora si consiglia di puntare lo guardo nel verso interno di rotazione ma l’elemento chiave è effettuare una decisa trazione con il ginocchio esterno per ruotare con la forza degli addominali lo scafo verso la pagaia che, come nel colpo in avanti, dovrebbe essere vista come fulcro di rotazione. Senza l’inclinazione alternata dello scafo e la coerente spinta sul punta piede e trazione del ginocchio, l’effetto dei colpi sarebbe infatti di spostare acqua con la pagaia anziché ruotare lo scafo intorno ad essa.

Entrambe i colpi sono eseguiti partendo dallo scafo ed interrompendo l’azione poco oltre la metà della possibile traiettoria semicircolare. Il video di Gordon Brown è la perfetta traduzione dello standard richiesto dalla FICK.

Nel video si dimostra infine l’efficacia della successione di colpi circolari in avanti ed inversi anche in acqua mossa e l’importanza della protezione dai rovesciamenti (come visto nel video precedente) attraverso la preparazione ad appoggi alti e bassi nelle fasi di recupero aereo della pala immersa.

In conclusione si sottolinea l’estrema importanza della capacità di rotazione sul posto perché in caso di mare formato da vento teso è assolutamente necessario essere in grado di puntare la prua nella direzione desiderata con immediatezza ed affidabilità. Infatti, impiegare troppo tempo o addirittura fallire la manovra rovesciandosi espone il pagaiatore al pericolo di essere mandato allo scarroccio lontano dal gruppo: al largo, soggetti a venti di ancora maggiore intensità oppure verso la costa, col pericolo di scogli e secche. Per quanto detto, la rotazione a 360° assume un carattere cruciale nella certificazione del sistema Pagaia Azzurra.

Attenzione: in presenza di un vento rilevante che agisce sulla dritta, ad esempio, e dovendo ruotare proprio in quella direzione la prua è inutile contrastare la spinta del vento con una pagaiata circolare in avanti sul lato sinistro: il vento vince! Consigliabile invece una circolare inversa proprio sul lato sopravvento, cercando di portare il peso il più possibile in avanti al fine di ancorare il kayak a prua e lasciarlo sbandare proprio dal vento nel verso desiderato. Un rilevante grado di inclinazione toglie superficie all’azione del vento sul ponte di prua che è normalmente più elevata di quella del ponte di poppa. Per aiutarsi maggiormente è possibile allungare il braccio di leva della pagaia impugnandola “a pala lunga”; in questo senso la comodità della pagaia tradizionale è evidente.

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