Trasporto del kayak

Sistema di certificazione Nazionale Pagaia Azzurra (Federcanoa FICK – Euro Paddle Pass conforme – cfr. pagina “Didattica“) – Livello SK1 – CAPACITÀ INDIVIDUALI – sollevare e trasportare il kayak:

“Il candidato deve dimostrare di sapere sollevare e trasportare correttamente il kayak all’imbarco evitando torsioni, usando le gambe piuttosto che le braccia, mantenendo il carico vicino al proprio corpo e facendosi aiutare non appena si presenti l’opportunità.”

Di seguito sono presentati metodi e concetti che non costituiscono un vero e proprio standard ma sono comunque considerati un patrimonio di conoscenze personali da sviluppare durante il tirocinio presso una scuola di kayak oppure durante la propria esperienza di pagaiatore. Al Candidato può essere richiesto di darne evidenza oggettiva durante un esame di certificazione dal livello SK1 in poi.


Trasporto in spalla

Dato il peso di un kayak da mare, normalmente compreso fra i 25 ed i 30 kg, è una tecnica consigliata solo a persone di una adeguata prestanza fisica oppure da limitare a brevi tratti per i quali altre tecniche sarebbero inopportune. Molto più agevole invece per i kayak c.d. skin-on-frame o per scafi compositi in fibra di carbonio il cui peso può scendere ben al disotto della soglia dei 20 kg.

Occorre posizionare il fondo dello scafo in verticale, a contatto con le gambe piegate, sollevare il kayak con entrambe le mani  su un ginocchio e fare leva in modo da appoggiarlo sulla spalla del medesimo lato del ginocchio scelto. Trovato il bilanciamento corretto, è sufficiente alzarsi e controllare le oscillazioni dello scafo con la mano non impegnata nel pozzetto.

Per evitare di sollecitare la schiena in modo anomalo, è tassativo cercare l’appoggio dello scafo sul ginocchio e cercare l’appoggio sulla spalla attraverso la rotazione dello stesso anziché abbassare la spalla per infilarla nel pozzetto.

Esitino anche soluzioni brevettate (cfr. Kayoke) o “fai da te” per trasportare lo scafo scaricando il peso su entrambe le spalle ed allungare il raggio di azione naturale di questa tecnica.

L’utilizzo di una bretella da agganciare alla mastra del pozzetto è una pratica alternativa per scafi meno pesanti e comporta l’indubbio vantaggio di una notevole facilità di costruzione artigianale.

Trasporto assistito

Poiché è sconsigliabile pagaiare da soli, è molto probabile che il metodo più ovvio per trasportare un kayk sia quello di costituire delle coppie e sfruttare le maniglie di poppa e di prua, appositamente destinate a tale utilizzo. In questo senso risultano particolarmente affidabili le maniglie assicurate allo scafo attraverso delle cime passanti anziché dei fermi di plastica avvitati allo scafo. Sempre meglio comunque alleggerire lo sforzo alla maniglia reggendo parte del peso con l’altra mano disposta sotto la chiglia. Nel caso di scafi appesantiti dal carico utile al campeggio nautico, risulta obbligatorio ripartire il carico con un terzo pagaiatore che prende parte del peso dalla mastra del pozzetto. In 4 il metodo più efficiente e sicuro per la schiena è utilizzare una coppia di cinghie, munite di maniglie e da tenere a portata di mano nella fase di sbarco.

trasporto assistito con cinghie [fonte: gnarlydognews.blogspot.com]

Trasporto su carrello

Il carrello è lo strumento più adatto a trasporti lunghi e, in funzione della robustezza, comporta l’enorme vantaggio di poter trasportare senza sforzo anche il carico pagante. Per evitare svergolamenti e scivolamenti è consigliabile stringere le cime di aggancio dal telaio alla mastra del pozzetto e non posizionarlo oltre il medesimo per evitare di strusciare la chiglia a poppa quando si alza lo scafo dalla maniglia a prua.

Carrello porta kayak ripiegabile in un gavone [fonte ozonekayak.com]

Oltre alla possibilità di utilizzare carrelli smontabili per stivarli insieme al carico nei gavoni stagni oppure in coperta, occorre considerare una importante sebbene costosa specializzazione che, tramite gomme ad alto volume, consente un buon rotolamento anche su fondi sconnessi o cedevoli e quindi di trasportare il kayak anche su spiagge con ciottoli o sabbiose.

Alaggio nella fase di imbarco e sbarco

Se non si dispone di un carrello in fase di sbarco e/o imbarco su terreni che potrebbero danneggiare il rivestimento di uno scafo skin-on-frame o il ben più il delicato e costo strato di gelcoat che riveste gli scafi in composito, occorre utilizzare dei tubi di alaggio per trasformare lo strisciamento del kayak in rotolamento dei tubi.

rullo di alaggio pronto sul ponte al momento dello sbarco [fonte pnkayak.blogspot.com]

Naturalmente si può improvvisare con del materiale rinvenuto direttamente in spiaggia ma se ne trovano in commercio anche di gonfiabili da portare in coperta oppure si possono tagliare a misura i tubi galleggianti da piscina, molto economici e pratici.

rulli di alaggio [fonte: paddling.com]

Trasporto stradale

In riferimento al trasporto del proprio kayak su un veicolo stradale, è preferibile associare dispositivi adatti alle barre portapacchi da installare sul tetto del veicolo. Ne esiste in commercio una vasta offerta; in generale le c.d. “culle a J” permettono di trasmettere le inevitabili sollecitazioni di taglio che si generano durante il transito sulle asperità stradali alla struttura trasversale dello scafo che, per un fattore di forma, è la più resistente a questo tipo di forze. Particolarmente indicate anche per gli scafi di polietilene che, sebbene molto più robusti che in passato, continuano comunque a soffrire lunghe esposizioni a sole diretto e ad appoggi sottili.

trasporto kayak con “culla a J” [fonte thule.com]

Deve essere posta particolare attenzione al rispetto della sagoma limite ed al segnalamento dei carichi sporgenti, tramite uno o più cartelli omologati che devono essere “posti alle estremità della sporgenza in modo da risultare costantemente normali all’asse del veicolo” (cfr. Art. 164 Co 6 del ”NUOVO CODICE DELLA STRADA” di cui al DLGS 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni). Probabilmente le tecniche utilizzate per mantenere ortogonale il cartello rappresentano la parte più corposa di tutta la letteratura sul kayak da mare in Italia e pertanto si rimanda ogni considerazione a più titolati approfondimenti.

4 pensieri su “Trasporto del kayak

  1. Fantastico, grazie mille. Mi è stato utilissimo e mi ha tolto un sacco di dubbi.
    Spero di poter avere presto l’occasione di leggerne presto altri su altri temi.

    Mi piace

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